giovedì 5 novembre 2020

LISBONA: ANNO ZERO

Questa è una città dove, fino a qualche mese fa, se non c'avevi una casa da affittare ai turisti cioè no guarda non sei nessuno. Mi è capitato di bere accanto a individui (non mi viene un termine più politicamente corretto), anche italiani, che siccome c'avevano il bìsiness delle case da affittare quasi  mi sputavano nel bicchiere, che non ero degno di condividere il bancone del pub con codesti imprenditori del mattone, con l'agenda piena e sempre circondati di gnocca straniera, alla quale oltre a spillare il prezzo dell'appartamento dovevano pure propinare la loro personalissima visione della movida. Comprensibile il fatto che se appariva un pezzente come me la sequela di presentazioni si interrompeva: non sono, ahimé, una figura abbastanza glamour. Con quella umile birretta in mano, poi, al posto dei loro cocktail varippinti. Naaaa.

Parliamo d'altronde di una città di, quanti?, tre milioni d'anime, che ogni anno IN BASSA STAGIONE riceveva almeno il doppio di turisti, una roba talmente esagerata che se avessero potuto alloggiarli nei tombini lo avrebbero fatto. Per intenderci, i turisti a Lisboa erano come gli asintomatici: ti passavano accanto e manco te ne accorgevi, tanto facevano parte dell'arredo urbano. E se c'evevi una stanza, un seminterrato, un loculo da adibire a airbienbì lo facevi, e fanculo le migliaia di famiglie che avrebbero anche bisogno di una CASA. Intere strade del centro storico (no, non è un'esagerazione) hanno finito per essere occupate da alloggi per turisti; c'era, c'è sempre, chi si lamentava - i soliti sinistroidi dei centri sociali - ma alla fine, ouh!, è la legge del Mercato: più richiesta, meno offerta, prezzi più alti e approfittatori come se piovessero. Decine e decine di individui (suvvia, passatemi il termine) che su questa situazione hanno costruito il loro guardaroba, la loro ridicola rispettabilità borghese e il loro impero di quartiere. Ebbene dopo migliaia di fatture non passate, e altrettanti cocktail dai nomi esotici, dopo questa passerella di giacche e minigonne e occhiate dall'alto in basso a poveracci come me (che ancora nel Terzo Millenno si ostinano a vivere di uno stipendio!), ecco arrivare il castigo divino, il covìddi, che ha svuotato la città di visitatori e fatto piombare nella disperazione questi geni del marketing.

L'altro ieri me ne è passato uno praticamente accanto, e nemmeno mi ha salutato. Ha fatto finta di non vedermi, e oltre alla mascherina ha alzato i paraocchi. Io che andavo dall'altro lato del marciapiede per i fatti miei, ho ingenuamente pensato che dietro di lui, a uno o due metri di distanza in virtù del virus assassino, proseguisse almeno mezzo turista e invece no, era solo e visibilmente incazzato, o forse semplicemente imbarazzato dalla mia presenza in una strada normalmente piena di clienti e ora vuota, depressa, quasi trasfigurata. Siccome non poteva umiliarmi davanti a nessuno con una delle sue risatine da stronzo di successo, è semplicemente scivolato via, emettendo un messaggio telepatico chiaramente distinguibile agli ultrasuoni che diceva: non chiamarmi non chiarmarmi non chiamarmi.

Io, forte del mio stipendio, non l'ho fatto. Non ho mai avuto piacere di umiliare nessuno. 

Questa Lisboa improvvisamente deserta e di nuovo "povera" non mi dispiace del tutto. E' tornata misantropa, come quando l'ho conosciuta. Certo, PIU' misantropa di prima - il che non è certo un bene. Ma di questa "involuzione" mi ostino - devo farlo - a vedere il lato positivo. Il titrovato silenzio pomeridiano dei quartieri popolari, che ti lascia assaporare senza distrazioni la fragranza del Tejo; le piccole caffetterie che ti accolgono con un sorriso e le solite quattro chiacchere di circostanza; le turiste sbarazzine e completamente ubriache che hanno riceduto il posto alle portoghesine altezzose e  discrete, sempre indaffarate e semplicemente belle; le campane delle chiese, lo sferragliare dei tram, il tessuto sociale, quello essenziale ma non troppo, fatto da veri moradores e non da gentedipassaggio.

Certo, non posso non sodalizzare con tutte quelle attività commerciali che a causa della pandemia si sono viste costrette a ridimensionare il proprio organico o addirittura a chiudere. E' una vera ecatombe, un disatro ancora peggiore di quello vissuto ai tempi della Troika, in cui la città più che misantropa era proprio mortadifiga. Eppure è riuscita a risorgere, come una Fenice, più bella e luminosa di prima, e a diventare una delle mete più ambite d'Europa e del mondo. Sono sicuro che tornerà a farlo. Così come i business-man di cui prima torneranno a macinare cocktail, niente paura. Sempre che vogliano fidarsi di quello che dice un cretino come me.

Nel frattempo, un bel bagno di umiltà non fa male a nessuno. 

Fatevi una bella nuotata.

Ho fiducia nei portoghesi, nella loro capacità di resistere e rialzarsi e reinventarsi. Non ho mai smesso di averla. E chi vive qui da un bel po' di tempo come me, sa benissimo di cosa parlo: dai una pietra a un portoghese, e questo ne ricaverà una zuppa per dieci persone, pandeia o no. I padroni di casa, gli affittacamere, i comenda del mattone e tutti gli speculatori e approfittatori delle mode di questo mondo, al contrario, non saprebbero trasformare una zuppa per dieci persone nemmeno in un saluto da lontano.

A questi Signori, non posso che dire: ANDATE A LAVORARE. C'è un Paese da rimettere in piedi.



























sabato 17 novembre 2018

TOP 20 | I NOMI PIU' ASSURDI DI PAESINI E CITTA' PORTOGHESI (con traduzione) | PT.2

Cari Mundiali, benritrovati :)
Già sapete, vero, di cosa parliamo: nomi di paesini e cittadine portoghesi che nessuno vorrebbe veder scritto nel proprio Cartão de Cidadão. Perchè esattamente come succede da noi in Itaia, anche qui abbonadano località dai nomi improbabili, bizzarri, contrari al comune senso del pudore e al Codice della Strada. Nella prima parte del post abbiamo passato in rassegna i primi 10: da Carne Assada (carna arrostita) a Colhões (coglioni), passando per Sarilhos Grandes (Grandi Guai) e Vale de Azares (Valle di sfortune); ma la nostra TOP 20 continua: ecco altri 10 nomi assurdi, direttamente dalla bucolica - e a tratti inquietante - provincia portoghese.

mercoledì 7 novembre 2018

TOP 20 | I NOMI PIU' ASSURDI DI PAESINI E CITTA' PORTOGHESI (con traduzione) | PT.1

Perchè non siamo gli unici, noi, ad averci i paesini coi nomi da rridere, o con veeelatissimi riferimenti sessuali; da Belsedere in provincia di Siena a Valle delle Fiche vicino Livorno, da Casa del Diavolo nei pressi di Perugia a Villa Inferno frazione di Cervia, i Comuni italiani sono infatti costellati di località dai nomi imbarazzanti, improbabili e FANTASTICI. Ma il Portogallo non è da meno, con le sue 159 città, 582 paesi e soprattutto 3091 freguesias, paragonabilli alle nostre "circoscrizioni" e, fuori dai grandi e medi centri urbani, alle nostre "frazioni": isolati lembi di terra dove, con l'opportuno basso profilo, puoi anche adorare Satana e portare la macchina per tutta la vita senza aver mai preso la patente.
E allora andiamoceli a vedere, questi nomi bizzarri, osceni, contrari al comune senso del pudore e al Codice della Strada; per tutti i Mundiali non ancora avvezzi al portoghese, per ognuno di essi proporrò una traduzione il più possibile fedele anche se, como è obviol'originale ha effetti esilaranti ben maggiori.
Colpa vostra, che non studiate la língua de Camões.

giovedì 28 giugno 2018

LA PLASTICA FACC.... IL LIFTING DI LISBONA

Due anni. QUASI due anni. Questo il tempo passato dal mio ultimo post qui sul BdM. Nemmeno so come cominciare. O RIcominciare, che in quest'epoca di continui reboot ormai si ricomincia da 0 ogni due giorni, vaffanculo la Continuity, ecchè, mica siamo una serie TV. Al limite, basta un riassunto. Tanto più che probabilmente, occupati come siete - e com'è giusto - A VIVERE LA VOSTRA VITA, la maggior parte di voi che leggete nemmeno ci ha fatto caso, che sono passati due anni dall'ultima punt... Er, dall'ultimo post.
Bravi. E' bello ritrovarsi tra vecchi amici, anche se ci sente unavoltaognimortedipapa, è bello vedere che non è cambiato niente, tra noi. 

domenica 4 settembre 2016

Breve storia illustrata delle apparizioni di Fátima (pt.4)

Cari Mundiali, alleluia: ecco finalmente, a CINQUE mesi di distanza dalla precedente, la 4ª e ULTIMA parte della nostra Breve storia illustrata delle apparizioni di Fátima, nella quale vedremo nel dettaglio cosa accadde quel fatidico 13 ottobre 1917, giorno in cui la fantasmagorica "Signora vestita di bianco", facendo fede alla promessa fatta tre mesi prima, avrebbe compiuto il famoso "Miracolo del sole", affinché tutti credessero a Jacinta, Francisco e Lúcia, i tre poveri pastorelli con una passione smodata per le << mortificazioni corporali >> divenuti ormai celebri in tutto il Portogallo. Nonostante i tentativi (piú o meno pacifici) del laicissimo governo repubblicano di contenere il "fenomeno" e scoraggiare i pellegrini, la notizia della "promessa" si diffuse a macchia d'olio e quel giorno nella Cova da Iria si radunarono circa CINQUANTAMILA PERSONE, desiderose di assistere, e magari beneficiare, del miracolo: ciechi, storpi, infermi e tifosi del Cagliari, ma anche numerosi venditori ambulanti, che si aggiravano tra la folla vendendo rosari, ritratti dei bambini e altri souvenirs.



Inaugurando cosí un business milionario che va avanti da quasi cent'anni.... 



(perlaquartavolta) ATTENZIONE: vista la natura dell'argomento trattato é bene ribadire che qui sul BdM solitamente SI SCHERZA e che non é mia intenzione ridicolizzare né sminuire dii, dee e daai di nessuno; persone particolarmente devote alla Madonna, che potrebbero sentirsi infastidite o addirittura offese da un'innocua risata, beh... SI ASTENGANO SEMPLICEMENTE DALLA LETTURA.

giovedì 31 marzo 2016

Breve storia illustrata delle apparizioni di Fátima (pt. 3)


Cari Mundiali, benritrovati!
La 2ª parte della nostra Breve storia illustrata si é fermata al 13 luglio 1917, giorno della terza, supposta apparizione della "Signora vestita di bianco" ai tre pastorelli di Fátima; in questo incontro, ben piú terrificante dei precedenti, questa avrebbe rivelato ai bambini i famosi tre segreti, consistenti in una visione dell'inferno alla Doré e in due profezie distopiche: l'inizio di una nuova guerra, ben piú devastante di quella in corso (la 1ª Guerra Mondiale si combatteva da ormai 3 anni), e la morte per fucilazione di un religioso, poi identificato come il Santo Padre. Per evitare queste tragedie, la Signora avrebbe "semplicemente" richiesto la consagrazione della Russia al suo cuore immacolato. Vá, una cosuccia facile-facile, se consideriamo che la rivoluzione di febbraio di quell'anno aveva deposto il regime cristiano-ortodosso degli Zar per consegnare il Paese nelle mani degli ateissimi bolscevichi guidati da Lenin. Chevuoichessia, mó c'andiamo a parlare.
In tutto questo, anche il Portogallo viveva un periodo di "anti-cattolicesimo": i repubblicani al potere avevano infatti promulgato la controversa Legge di separazione dello Stato dalle Chiese che, tra le altre cose, proibiva le "manifestazioni di culto pubbliche" come processioni, messe all'aperto, apparizioni con miracolo incorporato; ecco perché gli incontri mensili dei pastorelli con la Signora, che stavano piano piano trasformandosi in mega-raduni di, emh, poveri-cristi, non erano visti di buon occhio dalle autoritá e dalla stampa filo-governativa, che accusavano la Chiesa di servirsi dell'ignoranza e della superstizione del popolo per riguadagnare terreno....

(Ri-ri)ATTENZIONE: vista la natura dell'argomento trattato é bene ribadire che qui sul BdM solitamente SI SCHERZA e che non é mia intenzione ridicolizzare né sminuire dii, dee e daai di nessuno; persone particolarmente devote alla Madonna, che potrebbero sentirsi infastidite o addirittura offese da un'innocua risata, beh... SI ASTENGANO SEMPLICEMENTE DALLA LETTURA.

mercoledì 23 marzo 2016

Breve storia illustrata delle apparizioni di Fátima (pt.2)

Cari Mundiali, pace e bene! :)
Abbiamo interrotto la nostra breve storia illustrata al 13 maggio 1917, data della prima, sconvolgente apparizione della << Signora vestita di bianco, piú brillante del sole >> ai piccoli Francisco, Jacinta e Lúcia (rispettivamente 9, 7 e 10 anni) in localitá Cova da Iria a Fátima: la Signora avrebbe chiesto ai tre pastorelli di pregare per la fine della Grande Guerra (iniziata 3 anni prima) e avrebbe dato loro appuntamento in quello stesso luogo "tutti i giorni 13 per i prossimi 6 mesi alla stessa ora"; << Ok, corriamo a dirlo a tutti!!! >>.
Peccato che in Portogallo fossero al potere i laicissimi repubblicani e che fosse da poco diventato Primo Ministro il professore Afonso Costa, detto "l'ammazza-frati" a causa di una clamorosa legge da lui scritta che limitava pesantemente il raggio d'azione della Chiesa proibendo, tra le altre cose, le "manifestazioni di culto pubbliche"; provvedimento interpretato come una vera e propria "dichiarazione di guerra" da parte della Santa Sede, che come prima risposta aveva interrotto le relazioni diplomatiche col Paese. Le apparizioni, come vedremo, saranno il terreno sul quale questa guerra sará combattuta; un conflitto ideologico con al centro tre poveri, innocenti pastorelli analfabeti, destinati a cambiare per sempre la storia di quello sperduto lembo di terra... 

(RI)ATTENZIONE: vista la natura dell'argomento trattato é bene ribadire che qui sul BdM solitamente SI SCHERZA e che non é mia intenzione ridicolizzare né sminuire dii, dee e daai di nessuno; persone particolarmente devote alla Madonna, che potrebbero sentirsi infastidite o addirittura offese da un'innocua risata, beh... SI ASTENGANO SEMPLICEMENTE DALLA LETTURA.




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