martedì 16 settembre 2014

Palermo vista da un portoghese. Io.

Carissimi mundiali, benritrovati! :)
Che meraviglia. È bello essere di nuovo qui. No, perché é da tipo piú di un mese che non scrivo sul blog. Non che sia una novitá, eh, ma siccome - come sa chi mi segue su Facebook - ho trascorso 2 settimane di ferie a Palermo, ho la fastidiosa impressione di mancare da piú tempo. Sará perché in quelle 2 settimane non mi sono sentito molto a mio agio e non ho fatto altro che aspettare il momento di tornare a casa... A Lisboa? Che diciamocelo, scalpitare per tornare a casa non é sicuramente la forma migliore di aproveitar una vacanza. Il fatto é che dovrebbe essere Palermo, la mia casa. Non dovrei sentirmi come un pescespada fuor d'acqua a casa mia. Nella cittá dove sono nato e cresciuto. Non dovrei sentirmi a disagio. Quantomeno, non dovrei avere fretta di scappare. O innervorsirmi. O, sia mai, incazzarmicomeunabestia. Che alla fin fine ouh, uno quando s'é sistemato in un altro Paese che fa? Quando puó si prende le ferie e scende in Sicilia, a Palémmo, cosí ci dá due vasate alla famigghia, conosce i settordici cuginetti nati durante la sua assenza, si mangia un'arancina e un cannolo, una caponatina e una pastaconlesarde, ci porta un mazzo di fiori a Santarrósalia evvia, riparte per l'altro Paese, bello placidoplacido, e salutamuarrivederci alla prossima.
E invece VAFAAAANTUUUGUUUULAAAOOOOAAAOOOOAAAARRRRGH!!!!!!




....Io mi incazzocomeunabestia.
....Perché dopo 5 anni trascorsi in Portogallo, e 3 ANNI 3 dall'ultima visita, pensavo - speravo - di potermi riconciliare con la mia cittá, di poterla farla vivere alla mia compagna e al mio bebé, di poterle dare una vasata anche a lei; o appunto, malechevvada, di poterla guardare con distacco, mangiare un'arancina un cannolo una caponatina e una pastaconlesarde, portarci un mazzo di fiori a Santarrósalia evvia, tornare all'altro Paese, placidoplacido. E invece no.



Non solo la riconciliazione non c'é stata, ma nemmeno il giochino del distacco, da uomo realizzatosi "altrove", ha funzionato: perché, PURTROPPAMENTE, Palermo non solo é la stessa di 5 anni fa, é addirittura peggio (e io credevo impossibile potesse esserlo); perché, DEFINITIVAMENTE, Palermo non é una cittá a misura di cittadino, né di turista, né (tanto meno) di bambino. E se posso dirlo, non é nemmeno a misura di "ritornato". Perché come ti sputa in faccia mentre ci vivi, fino a quando non te ne vai, ti risputa in faccia quando torni, fino a quando non te ne vai di nuovo.




Ignoranza, menefreghismo e disprezzo regnano sovrani.
Le cose, é ovvio, vanno male, male forte; la cittá é maleodorante, sommersa dai rifiuti, strutture che cadono a pezzi ovunque, manutenzione stradale e urbana ZERO, trasporti pubblici QUASI INESISTENTI, traffico noneparliamo, musei e palazzi CHIUSI, attivitá culturali e ricreative a beneficio dei cittadini NADA. NADA DE NADA; il Comune é pressoché assente, e davvero non si capisce cosa diavolo ci faccia con le imposte, ma la cosa piú triste, e che subito comprendi dopo appena poche ore, é che i palermitani hanno smesso di amare la propria cittá. Semplicemente la abitano... Districandosi come possono in una vera e propria giungla di cemento dove incuria, immondizia, grigiore e abbandono hanno totalmente scavalcato la bellezza di un tempo che fu e che sembra irrimediabilmente perduto.





Dice, e gli amici, i conoscenti, i GIUOVANI?!?!?!? Come me, molti se ne sono andati; chi é rimasto, in linea di massima condivide l'opinione che questacittáéunamerda, ma per il resto si divide in: chi non esce mai di casa, perché questacittáéunamerda; chi resiste, ma intanto prende appunti col telefonino mentre parli e racconti, servono idee che questacittáéunamerda; chi ti ammira e ti guarda come si guarda a uno scampato all'olocausto, e ti spiega pure il motivo, PER ORE, che non so se te ne sei accorto ma questacittáéunamerda; chi fatalmente e tristemente sembra essersi abituato (o sforza di abituarsi) a questo scempio, perché tanto non cambierá mai, questacittáéunamerdaPoi c'é una categoria a parte. I piú colpiti di tutti. Quelli che questo scempio non lo vedono. GLI ORBI. Come potrei se no descrivere chi nella sporcizia, nella decadenza, nell'inciviltá, nella mancanza di rispetto e persino di dignitá ostenta orgoglio: altro che merda, "Palémmo é Palémmo", "La gastronomia nostra non ce l'ha nessuno", "Il Teatro Massimo é il piú grande d'Europa" e "A Mondello l'acqua é trasparente".


(sempre che riesci a vederla dal marciapiede)

E poi magari conclude dicendo: E Lisbona, com'é? Ci sono turisti? 



Nel 2013 ne ha fatti 10 MILIONI! 10 MILIONI!!!!
Ora perché non bevi un pó dell'acqua CRISTALLINA di
Mondello, chisámagari ti riprendi???? 


TRUE STORY.


Ora, chi veramente conosce e porventura ama (o ha amato) Palermo non la racconta per luoghi comuni (peraltro del tutto campati in aria); non si inorgoglisce per un piatto tipico; e soprattutto non é CIECO di fronte alla rovina in cui versa, piuttosto si sta a casa, o resiste e prende appunti, o ti ammira e ti guarda come si guarda a uno scampato all'olocausto, o si sforza di abituarsi allo scempio, tuttoquellochevuoi, ma NON si esprime come un LOBOTOMIZZATO, facendoti del tutto perdere la speranza su un possibile cambiamento: il punto é che tutti quelli che pensano questacittáéunamerda sono gli unici che potrebbero cambiarla, ma per l'appunto o si rinchiudono nel proprio guscio, o si limitano a collezionare idee, o passano le giornate (e i mesi, e gli anni) a lamentarsi, o si lasciano andare. E quel che é peggio tutti separatamente. Molti, parecchi di loro, inevitabilmente finiscono per andarsene, prima o poi.


Diciamo, quando l'ACQUA CRISTALLINA gli arriva al collo. 


Esattamente come ho fatto io.

Non saprei né vorrei dire a quale categoria appartenessi prima di andare via definitivamente da Palermo. Chi mi conosce, probabilmente direbbe in quella che resiste e prende appunti. Ma la veritá é che negli ultimi mesi ero diventato piú uno di quelli che raramente mettono il naso fuori di casa, pergiunta con irritanti punte di disfattismo. Sapevo che sarei andato via. E ora sono qui, a casa, nella mia amata Lisboa. Sono passati 5 anni da allora, e dietro la felicitá e l'orgoglio di chi si é sistemato in un'altro Paese, rimangono e ancora bruciano l'amarezza, la vergogna e la mortificazione di un intero popolo di migranti, scampati all'olocausto, che sa di non potere - e volere - piú tornare indietro.





Chiudo cosí: c'é una famosa conversazione che mi é rimasta impressa, e che penso non dimenticheró mai.
Inverno 2010, stavo in Portogallo da poco piú di un anno; baretto, le cervejas sul tavolino. Un'amica - portoghese - mi chiede: << Ma non ti manca la tua terra? >>. Io: << Certo che mi manca >>. << E perché non torni allora? >>. << Perché quando torno, mi manca di piú >>.

Ma avrei anche potuto dirle: << Perché mi incazzocomeunabestia >>.





VAFAAAANTUUUGUUUULAAAOOOOAAAOOOOAAAARRRRGH!!!!!!

1 commento:

  1. la piaga della sicilia e in particolare di palermo è il traffico. grazie jhonny stecchino...

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