martedì 10 giugno 2014

Breve Storia Illustrata di Sant'Antonio DI Padova e DA Lisboa.

Ora bem.... dicono che quando ti nasce un figlio le tue giornate vengano completamente monopolizzate dalla criatura. Dicono, ed é vero: in queste prime, movimentate settimane in cui le ore scorrono scandite dal cambio del pannolino, e la consapevolezza di sé é un fugace intervallo tra una poppata e un'altra, é alquanto complicato (piú del solito, almeno) aggiornare con frequenza questo blog che comunque, nonostante i miei lunghi silenzi, vedo che continua a vivere di vita propria (grazie di cuore a tutti i visitatori), segno che il vostro sentido de humor (o il vostro autolesionismo? Chi lo sa?) é sempre forte e la vostra curiositá sul Portogallo lungi dall'essere soddisfatta. È per questo che oggi, tra un pannolino e l'altro, ho deciso di rubare un pó di tempo alla consapevolezza di me per un nuovo, telopotevipurerisparmiare post dagli inediti toni religiosi, che mi auguro risponderá definitivamente all'annosa diatriba da oratorio: Ma Sant'Antonio é italiano o portoghese?!?!? Lo spunto mi viene dal fatto che tra un paio di giorni (il 12, per l'esattezza) a Lisboa si festeggierá con la consueta sobrietá di sempre la notte di Santo Antonio, evento culmine delle titaniche Festas de Lisboa che durante l'intero mese di giugno animano i quartieri della capital alfacinha, addobbati per l'occasione con festoni, lampadine e palloncini colorati


E vasetti di basilico.

martedì 29 aprile 2014

Datemi un pizzicotto

...Perché forse sto dormendo, e sogno. Sogno che mancano pochi giorni alla nascita del mio primo figlio, e in casa siamo sommersi di pigiamini, vestitini, pantaloncini, berrettini, maglioncini e soprattutto PANNOLINI, ma non abbiamo nemmeno un pallone. Querido não estas a sonhar não, dice la Senhora Mundo; pois effettivamente un pallone in casa non ce l'abbiamo, manco una palla di scotch guarda. Não não é a bola, é o filho: está quase querido!, ribadisce lei; ai é? Chiedo io, scettico. È, conferma lei, ma io non me n'ero mica accorto che son passati giá 9 mesi, se no l'avrei comprato un pallone, ecchevuoichessia.
Oh ma a parte a bola, non ci manca niente. E ainda bem. Apro gli armadi, e cascano bavetti; apro i cassetti e millemila tigrotti orsetti e porcellini felici fanno ciao....

martedì 15 aprile 2014

Breve storia illustrata della Rivoluzione dei Garofani (pt.2)

Cari mundiali, aqui estamos nós! :)
La prima parte della nostra Breve storia illustrata della Revolução dos Cravos si é conclusa con la prima riunione segreta del MFA (Movimento das Forças Armadas) avvenuta in quel di Bissau, capitale dell'allora Guinea portoghese, nell'agosto 1973, proprio mentre il dittatore Marcelo Caetano, successore di Salazar (che intanto moriva nelfondodiunletto convinto di essere ancora il dominatore dell'universo) dilapidava le finanze dello Stato portoghese in una guerra impopolare.
Oggi andiamo finalmente a vedere come un manipolo di eroi, passati alla storia come Capitães de Abril (Capitani di Aprile), restituirono nel giro di un HEY!!! EH???OH!!! al Portogallo la pace e la libertá, ponendo fine all'oppressivo regime fascista dell'Estado Novo che teneva per le palle il Paese da quasi 50 anni. I Capitani di Aprile e, pois, il popolo: centinaia di migliaia di persone che da un momento all'altro (letteralmente) si riversarono per le strade, semplicemente armati di un fiore, per dire che si, si! Non ne potevamo piú, guarda.

sabato 12 aprile 2014

Breve storia illustrata della Rivoluzione dei Garofani (pt. 1)

Cari mundiali, benritrovati! :)
Tra pochi giorni si commemora in Portogallo il 40º anniversario della Revolução dos Cravos (Rivoluzione dei Garofani), il mitico colpo di stato "incruento" che il 25 aprile 1974 pose fine, con uno starnuto, al lungo regime dittatoriale dell'Estado Novo, che per decenni aveva mantenuto il Paese in uno stato di malinconico oscurantismo e becero isolazionismo; in Portogallo infatti non esistevano la Coca Cola, le discoteche e la libera stampa, i giornali venivano redatti dalla Censura e i testi del Fado, uh, li scriveva direttamente Salazar. Sai che palle.
Dell'atmosfera che é possibile respirare durante la commemorazione dell'evento ne abbiamo parlato qui un paio di anni fa; oggi, in occasione del quarantennale, direi che é il momento di andare a ripercorrere la storia della Rivoluzione, per scoprire come sia stato possibile nello spazio di un GUARDALÀ!!!DOVE?!?!TA-DAAA!!! restituire al popolo la libertá. E aprire le porte del Paese alle multinazionali delle bibite gassate.

lunedì 31 marzo 2014

10 prodotti della Grande Distribuzione famosissimi in Italia che non troverete mai in Portogallo (pt. 2)

Cari mundiali, macomedevofareconvoi? Che me lo sentivo, guarda, lo sapevo che in seguito alla pubblicazione della prima parte del post dedicato ai 10 prodotti (etc etc) che non troverete mai in Portogallo" mi avreste sommerso di commenti del tipo "e il culatello?", "e la coppa?", "e le olive ascolane, la mortazza, la caponata?", "lo stracchino, la bresaola, il caciocavallo?"; e meno male eh, meno male che LO AVEVO DETTO che non sarebbero stati inclusi nella lista "tutti quei prodotti e cibi tipici, peculiari di una Regione o di una cittá" che, sapete, È NORMALE non trovarli nella piccola charcutaria di quartiere a Lisboa o al Pingo Doce, che pure fa fatica a vendere il Grana. Nella mia premessa (che ora so avete saltato a pié pari) spiegavo infatti che per "prodotti della grande distribuzione" bisogna intendere tutti quei cibi INDUSTRIALI, rigorosamente confezionati surgelati o inlattati, destinati al consumo di massache hanno fatto furore in Italia, rigando per sempre la nostra corteccia celebrale grazie a spot tormentone e misteriose sostanze chimiche. E che per qualche oscura ragione non sono commercializzati in Portogallo, ragion per cui gli italiani che vivono qui soffrono di una particolare forma di saudade.....




Detta Falta de crostatina.

lunedì 24 marzo 2014

10 prodotti della Grande Distribuzione famosissimi in Italia che non troverete mai in Portogallo

...Dove per "Prodotti della grande distribuzione" devesi intendere tuuuutta quella serie di porcherie "al sapore di", confezionate, surgelate, liofilizzate, disidratate, iniettate di sostanze chimiche e rilasciate sul mercato dalle malefiche multinazionali delle merendine e dei single ovunque ci siano forni a microonde, divani e televisioni generaliste. Vale a dire che per ovvie ragioni sono rimasti fuori dalla lista tutti quei prodotti e cibi tipici, peculiari di una Regione o di una cittá, che faz todo o sentido non incontrare qui; d'altronde, non ci si puó nemmeno aspettare di trovare della linguiça alla Coop di Reggio Emilia. Quelli che vedremo oggi, cari mundiali, sono10 prodotti che sembrano essere stati pensati apposta per la Globalizzazione prima ancora che questa fosse teorizzata; sono infatti piú dei brand che cosedamangiare, onnipresenti in tutti i supermercati italiani degni di questo nome e inspiegabilmente mai arrivati in Portogallo; 10 prodotti senza i quali, intendiamoci, si vive benissimo lo stesso. Fino al giorno in cui ti svegli, ti versi una tazza di latte e la programmazione neurolinguistica subita durante 10 anni di meravigliose colazioni davanti alla TV accende un preciso centro sinaptico nel tuo cervello, piú o meno a forma di Saccottino. In quel momento, con buona pace di Naomi Klein, vorresti quasi che l'Impero del male si fosse evoluto alla stessa maniera in tutte le terre emerse, poi ti accontenti di una volgarissima Brioche stupito del fatto che, dopotutto, non sia successo...

giovedì 20 marzo 2014

E poi arriva un giorno...


....In cui il regalo per la Festa del Papá, invece di farlo, lo ricevi; un giorno in cui il Porto pareggia con il Napoli 2 a 2 al San Paolo; e quello stesso giorno, invece di spararti una pizza triplamozzarella, la pastasciutta o una frittatona di cipolle accompagnata da una bella birra ghiacciata - come tutti gli italiani davanti al televisore quando c'é la partita di pallone - ti fotti 400 grammi di chouriço assado. Accompagnato da mezzo litro di aguardente.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...