mercoledì 2 maggio 2012

1° Maggio 2012 a Lisboa | Una marcia contro la crisi

Precari lettori del Blog di Mundo, bom dia! Esattamente come l'anno scorso, ieri siamo tornati a commerorare il giorno dei lavoratori in un particolare momento in cui - diciamolo - da festeggiare non c'è proprio un piffero, anzi un kazoo. Mentre la crisi avanza, il desemprego aumenta ovunque e la stessa Europa scricchiola... Mentre il maledettissimo Spread scende e poi sale, poi riscende poi risale, mièvenutoilmaldimare, noi poveri cristi di ogni latitudine si è tornati in piazza per unirci in un abbraccio solidário e manifestare contro il lavoro precario, l'odioso debito da pagare alle banche e le conseguenti, pesanti medidas de austeridade che dovrebbero risanare i conti distruggendo lo stato sociale. Questo, beninteso, succede qui in Portogallo così come in Spagna, in Italia e naturalmente in Grecia, dove è già rimasto ben poco da distruggere (anche se qualcosina si trova sempre); in maniera minore, succede anche in Francia e nella "virtuosa" Germania. Ebbene si, cari amici, tutti - nessuno escluso - paghiamo la loucura di un manipolo di scienziati pazzi che poco più di un decennio fa ci ha trascinati in questo esperimento mal riuscito che si chiama: Eurozona.


giovedì 26 aprile 2012

25 Aprile a Lisboa | La Revolução dos Cravos del 1974

Amabili lettori del Blog di Mundo, ben ritrovati! Dovete sapere che, per una felice coincidenza, il 25 aprile si festeggia la Liberazione dal fascismo anche in Portogallo; solo che, invece di essere l'occasione per vetuste, insopportabili polemiche e azzuffate mediatiche come da noi, qui l'anniversario della Liberazione è una ricorrenza sacra, amata e festeggiata insidacabilmente da tutti i portoghesi che con uno spirito, oserei dire, quasi romantico commemorano la caduta del lungo regime dittatoriale dell'Estado Novo, che ha imbavagliato e isolato il Paese per più di 40 anni. Il 25 aprile 1974 un golpe condotto dai militari restituì la libertà al popolo, senza praticamente ricorrere alla violenza. Si contarono appena 4 morti: la Revolução dos Cravos (rivoluzione dei garofani) fu una cosa del tipo ouh! Ouh! Ora! Vai! Zacchete, ta-daaa! Democrazia. Con un colpo di tosse, il Paese espettorava il regime fondato da Salazar. Perchè le dittature, diciamolo, sono come il catarro.

martedì 17 aprile 2012

Fumetti portoghesi (parte 2) | Lisboa desenhada

Quante volte ci siamo soffermati ad ammirare un'immagine di Lisboa. Come è noto, la capitale alfacinha si presta tantissimo ad essere ritratta, e non solo - come si è detto altrove - per la sua meravigliosa luce. Col suo immenso fiume, i suoi predios colorati e i suoi bairros popolari, i suoi stretti vicoli e le sue lunghe avenidas alberate, le calçadas, le innumerevoli chiese e le piazze decorate da gigantesche statue, obelischi e altri monumenti storici, la città è un vero e proprio paradiso per fotografi e cineasti; ma se non mancano certo esempi fotografici e cinematografici di Lisboa, a molti sarà certamente sfuggita la... Lisboa disegnata. Quella riprodotta a mano, e senza manovella, nei fumetti. Che guarda caso è l'argomento di questa terna di post che come sapete ha lo scopo di fare un pò di luce sul mondo della Banda Desenhada portuguesa. Perciò, dopo una prima parte nella quale abbiamo fatto la conoscenza di quella sagoma di Zè Povinho, e del "Batman lisboeta" O Corvo, procediamo con questa seconda parte, dedicata proprio alla Lisboa fumettistica.
Ma prima la classica DOVEROSA precisazione: tutte le immagini a corredo del presente post sono state tratte dal blog Divulgando Banda Desenhada di Geraldes Lino - che ringrazio e consiglio di seguire - e natutalmente sono (c) dei rispettivi autori o editori, devidamente citati.
Ci siamo precisati? Bene, si parte!

lunedì 16 aprile 2012

Fumetti portoghesi (parte 1) | Zè e il Corvo: due eroi senza superpoteri

Giustizieri in costume, pistoleri, super-uomini provenienti da altri pianeti, mostri demoniaci, mutanti ed esploratori dello spazio: gli eroi del fumetto come è noto abbracciano i più vari territori dell'immaginario, dalla fantascienza al poliziesco, dal western all'horror, ma anche i più vari terrirori GEOGRAFICI. Se vogliamo infatti, è possibile associare a molti Paesi uno o più personaggi, universalmente noti e pertanto assumibili a portabandiera della cultura e dello "spirito" (per lo meno dello spirito d'avventura) di quei determinati Paesi: in Giappone hanno il fantasy Dragonball e il post-atomico Ken il Guerriero, in Francia il goliardico Asterix; in Belgio hanno il temerario Tintin, negli USA Superman, Spider-man e tipo altri millemila super-eroi, in Italia abbiamo il nobile Tex e il sexy-ladro Diabolik. E in Portogallo? In Portogallo hanno Zè Povinho.


Lui.

martedì 10 aprile 2012

Lisboa: m'illumino d'immenso

"Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole", scriveva Fernando Pessoa nel Livro do Desassossego. Effettivamente, se c'è una cosa che di Lisboa lascia esterefatti è la sua meravigliosa luce; un bagliore accecante e quentinho che inonda le strade della città, avvolge i predios colorati, impatta sul rio Tejo e tutto brilla, luccica e - come sostiene Pereira - sfavilla. Filmata, cantata e descritta da artisti e visitatori di tutto il mondo, la famosa, unica luz di Lisboa è uno dei motivi per i quali uno ama visceralmente questa città e non riesce a starne troppo tempo lontano, che poi ci viene la saudade e sospira tutto il giorno come un pirla innamorato.
Chi vive qui sa di cosa parlo. Per tutti gli altri, ci sono come sempre le mie foto. Vamos là!

lunedì 26 marzo 2012

Adeus

"Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il Lisboa aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte".

("Sostiene Pereira", incipit)



Adeus ao Antonio, até o último na "sua" Lisboa

Pisa, 23/09/1943 – Lisboa, 25/03/2012

sabato 24 marzo 2012

Le 3 più grandi figure di merda di Mundo con la lingua portoghese

...Perchè se è vero che oggi ho ormai completamente assorbito l'idioma, e posso conversare con gli indigeni in dialetto stretto, è anche vero che c'è stato un tempo in cui l'unica cosa che riuscivo a distinguere quando mi parlavano era appena una sorta di bisbiglio simile a un costante bshshsbshsbshshsshsh e pensavo che mai, e dico MAI, sarei riuscito manco a chiedere um copo de água al bar; in quel tempo remoto ero da poco atterrato in Lusitania e ignoravo ancora le millemila sfumature della lingua locale, ma non mi sono perso d'animo, e forte della mia celeberrima faccia di culo, ho cominciato a parlare con tutti, parlare parlare perchè - come dice sempre la mia cara, saggia mamma - cù avi lingua pass'avanti. Mi sono promesso che un giorno sarei riuscito ad attraversare queste Colonne d'Ercole linguistiche. Ebbene alla fine ci sono riuscito, ma il passaggio non è stato indolore; cercavo di cavarmela alla meno peggio, in realtà collezionavo con disinvoltura atroci figure di merda di quelle che pensi: muoio, e invece no, sei lì davanti a tutti, e tutti ti guardano e, si, si, ti prendono allegramente per il culo. 
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