Se c'è una cosa che comincia a scarseggiare dopo otto ore di lavoro ripetitivo e noioso, quella è la fantasia. Ci sono giorni nei quali, nonostante la mia innata predisposizione ai voli pindarici, esco da quel girone infernale che è il mio luogo di lavoro completamente ammutolito e svuotato di ogni sogno. Anche se suona esageratamente tragico e napulitano, la monotonia della realtà quotidiana mi spegne, e sovente per ritrovare il mio abituale, diciamo, spirito sognante sono costretto a terapie d'urto non proprio salutari, tipo un ettolitro e mezzo di Ginja caseira....
giovedì 24 marzo 2011
martedì 22 marzo 2011
Mal di pancia
Ecco, basta un ridicolo mal di pancia a farti venire nostalgia di quand'eri piccino e la mamma ti stava vicino, stai buono, preparava l'acqua con l'alloro, te la mescolava col cucchiaino. Poi ti accarezzava il pancino.
Ma forse non è solo il mal di pancia; è questa città barocca, questa terça-feira tiepida e sciocca, il tabacco da due soldi che lascia l'amaro in bocca, l'accendino cor-de-laranja. Non è solo il mal di pancia, è questa solitudine tra mille persone, che se gli dici sto male, ti mandano a cagare, senza troppi giri di parole.
Ecco, basta un banale mal di pancia, un dolorino, e ho di nuovo paura dell'Uomo cattivo, che arriva e ti mangia, come un bocconcino. Basta un mal di pancia, a farti tornare bambino.
Ma forse non è solo il mal di pancia; è questa città barocca, questa terça-feira tiepida e sciocca, il tabacco da due soldi che lascia l'amaro in bocca, l'accendino cor-de-laranja. Non è solo il mal di pancia, è questa solitudine tra mille persone, che se gli dici sto male, ti mandano a cagare, senza troppi giri di parole.
Ecco, basta un banale mal di pancia, un dolorino, e ho di nuovo paura dell'Uomo cattivo, che arriva e ti mangia, come un bocconcino. Basta un mal di pancia, a farti tornare bambino.
domenica 20 marzo 2011
un pomeriggio a Alto dos Moinhos
lunedì 14 marzo 2011
Segunda feira
"Segunda-feira de Lisboa, che nome d'incanto! Qui da noi è lunedì soltanto", cantava nel lontano 1996 il maestro Franco Battiato, ormai prossimo alla lisergicità gommosa (e laccata). Le parole del brano Segunda-feira, tratto da quel gioiello d'album che è L'imboscata, e scritte dal filosofo Manlio Sgalambro, mi sono state riportate alla mente qualche lunedì fa da un'amica la quale, abbastanza ironicamente devo dire, mi faceva notare quanto - genio, maestro o filosofo a parte - il primo giorno della settimana resti fondamentalmente un giorno di merda in qualunque parte del mondo civilizzato. Il lunedì, insomma, fa schifo, anche tradotto in quella meravigliosa - e a volte brutalmente pratica e descrittiva - lingua che è il portoghese.
domenica 13 marzo 2011
Avanti popolo!
Mercoledì scorso, durante il suo discorso di apertura per il secondo mandato alla Presidenza della Repubblica portoghese, un pettinatissimo Cavaco Silva ha sorpreso tutti criticando duramente il governo del Primo Ministro Socrates, reo secondo lui di aver introdotto "medidas de austeridade" eccessivamente rigide. E' necessario "un limite ai sacrifici chiesti ai portoghesi", ha detto Cavaco, che si rivela conservatore pure nella maniera di spremere i cittadini.
mercoledì 9 marzo 2011
Nazarè
Il tiepido sole di oggi mi ha riportato alla mente l'estate (questa sconosciuta) e in particolare, non so perchè, quel spelacchiatissimo fine-settimana che passai l'anno scorso a Nazarè, ridentelocalitàbalneare situata nel distretto di Leiria, nota sostanzialmente per tre cose:
Pubblicato da
Marco - Mundo - Sabatino
a
16:17
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Portogallo
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martedì 8 marzo 2011
Vento d'estate
Domanda: cosa fa un (pressapoco) giovane siciliano, lavoratore precario in Portogallo, quando si vede rinnovato per un altro anno il contratto? Eh? Cosa fa, soprattutto di questi tempi difficili?!?!?
domenica 6 marzo 2011
Al mercatino dell'usato
Cosa c'è di più ameno e pittoresco a Lisboa che andare il sabato mattina alla Feira da Ladra? Il celebre mercato en plein air dove anticamente le donne andavano a rivendere quello che i mariti avevano rubato il giorno prima? Risposta: niente. Ed è per questo che ci andiamo, felici e contenti, e con l'animo assai zingaro, tutte le volte che possiamo, a passeggiare sognanti tra la miriade di oggetti strani, vecchi, sfasciati e spesso assolutamente inutili che riempiono le bancarelle.
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