È mercoledí 11 dicembre, mancano esattamente due settimane al Natale ed é giá cominciata la folle corsa ai regali anche qui a Lisboa, che Troika o non Troika qualcosa sotto l'albero ce lo dobbiamo mettere, piuttosto quest'anno invece di uno, facciamo mezzo chilo di bacalhau. A testa, s'intende.
Tra questa ineluttabile ondata di economia domestica si insinua e luccica, come dorate stelle filanti su un albero di plastica, il vero spirito del Natale; ovvero, la perfida propaganda volemosebbene delle multinazionali illuminate che in questi giorni produce mostri a gogó. Il che mi dá lo spunto per un nuovo post di De Olho No Cartaz, la rubrica del Blog di Mundo con periodicitá quandomipare che vi mostra le prodezze dei cartelloni pubblicitari portoghesi. E parlando di Natale, Portogallo e soprattutto mostri, non possiamo non parlare della Popota, un ippopotamo antropomorfo di sesso femminile - o come la chiamarebbe il compianto Carlo Monni una IPPOPOTAMA - mascotte di una nota rete di super e ipermercati portoghesi che da anni vi basa la propria campagna natalizia.
Con un dispiego di mezzi a dir poco incredibile, per una ippopotama.
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